L'Isola di Pantelleria



Da sempre una strategica base di approdo al centro del Mediterraneo, Pantelleria ha subìto nel corso del tempo numerose conquiste da popoli differenti. Visitando le sue coste ed il suo entroterra, si possono trovare e riscoprire i segni lasciati dai vari popoli che l'hanno abitata. Nell'epoca Neolitica, il popolo colonizzatore ci donò i reperti che oggi sono conosciuti come "Sesi", monumenti funerari, e la fortificazione del "Muro Alto", localizzata presso il villaggio di Mursia. Pantelleria risulta essere, nell' Odissea, la mitologica isola di Ogigia, dove Ulisse approdò (presso l'odierno porto di Scauri) e restò prigioniero dell'amore della ninfa Calipso.

I dammusi

I Dammusi sono le tipiche costruzioni rurali dell'isola. Il termine deriva dalla parola latina "domus" e da quella araba "dammùs" (casa, abitazione). La loro origine risale ai tempi della dominazione araba, e ancora oggi sono le abitazioni predominanti in tutta l'isola. Costruiti con la pietra lavica locale, e suddivisi all' interno in piccoli vani, sono un vero e proprio gioiello d'architettura. Grazie alla tecnica di costruzione e allo spessore delle loro mura, i dammusi godono di un ottimo isolamento termico e acustico. Il tetto bianco a cupola contribuisce a mantenere fresco l'ambiente interno, ed ha la funzione di raccogliere l'acqua piovana e indirizzarla nelle apposite cisterne.


I giardini arabi

Simili a piccole fortezze e circondati da muri alti anche tre metri, i giardini possiedono due uniche aperture: una superiore, che li rende "senza tetto", ed una piccola porta grazie alla quale è possibile accedere all'interno. Entrando sarà possibile scoprire un vero e proprio giardino segreto. Un albero di limone, cedro o arancio circondato da ogni sorta di piante da fiore, caratterizza il misterioso luogo con colori vivaci ed indimenticabili. I giardini panteschi hanno una funzione non solo architettonica ma anche pratica: le alte mura servono a riparare le piante custodite all'interno dal forte vento che spazza l'isola in ogni stagione dell'anno, in modo tale da assicurare la presenza dei frutti e dei fiori.


Le acque termali

A testimonianza della sua natura vulcanica si possono ammirare in tutta l'isola emissioni di vapore acqueo che fuoriescono dal sottosuolo è ancora oggi possibile sfruttare le proprietà benefiche di questi fenomeni naturali visitando i Bagni Asciutti o stufe, grotte che creano la condizione di una vera e propria sauna naturale, il Lago di Venere, antico cratere di circa 1800 mt di perimetro con una riva sabbiosa, con i suoi fanghi terapeutici, e ancora le piscine naturali di Scauri e Nicà dove la temperatura dell'acqua varia dai 30 ai 50 gradi.


I prodotti tipici

Il fertile suolo vulcanico, il clima mite e il vento marino donano ai prodotti agricoli di Pantelleria sapori intensi e inimitabili. Basta pensare ai Capperi di Pantelleria, gli unici capperi riconosciuti di qualità superiore e protetti con il marchio IGP. Altrettanto pregiati sono gli altri prodotti locali, come le lenticchie rosse, i fagioli, i ceci, le zucchine, l'origano, i pomodori, l'uva zibibbo, le olive e naturalmente l'olio extravergine. Il mare incontaminato dell'isola fornisce pesci, crostacei e molluschi di qualità eccelsa, mentre meritano sicuramente una menzione, e un assaggio, gli insaccati come la merghez, salsiccia di manzo piccante, e il sanguinaccio, e i formaggi come la tumma e u tumazzu.


I piatti della tradizione

Crocevia di popoli e culture, Pantelleria rivela anche nella gastronomia la sua vocazione multietnica. Ecco allora piatti di chiara origine araba, come il couscous con il pesce, la sciakisciuka, una caponata calda di verune, e la cucurummà a base di zucchine locali. Assolutamente da provare è l'insalata pantesca, un trionfo di verdure dell'orto con aggiunta di capperi, da gustare con "u viscottu", pane biscottato a forma di ferro di cavallo. La pasta fatta a mano come "i maccaruruni" e "i lasagni" viene condita con pomodoro fresco o con il saporitissimo pesto pantesco. Senza dimenticare i tipici ravioli amari, con ripieno di ricotta e mentuccia. Al pesce cucinato alla griglia o servito in gustose zuppe, fa da contraltare il coniglio selvatico dell'isola preparato con patate e olive. Baci, mustazzola, sfinci, ravioli dolci e cassateddri sono solo alcuni dei tantissimi dolci, la maggior parte di origine mediorientale, con i quali potete concludere in bellezza le vostre avventure gastronomiche a Pantelleria.


I vini doc

Quella di Pantelleria è uno degli ultimi esempi di viticoltura eroica nel Mediterraneo. Negli innumerevoli terrazzamenti che l'uomo ha faticosamente ricavato nei secoli sui fianchi ripidi dell'isola, i vigneti coltivati ad alberello basso, possono essere lavorati, curati e vendemmiati esclusivamente a mano. Il vitigno principe è il Moscato di Alessandria noto anche come Zibibbo. Da esso si ricavano, secondo un rigoroso disciplinare di produzione, il Moscato liquoroso, il Moscato spumante, il Moscato dorato, il Passito liquoroso, lo Zibibbo dolce e il Pantelleria Bianco, anche in versione frizzante.